Pensioni 2017/2018: cosa è cambiato e cosa cambierà

Aspettando l’approvazione della Legge di Bilancio 2018, ecco un resoconto delle novità introdotte negli scorsi 12 mesi e dei cambiamenti che riguarderanno le pensioni nel prossimo anno.

Dopo aver parlato del Libretto Famiglia e dei Buoni Pasto, Studio Centro Vicenza si occupa oggi di pensioni. Tra le modifiche più rilevanti, l’introduzione dell’anticipo pensionistico (APE) e la previsione dell’aumento dell’età pensionabile.

Scopriamo i dettagli.

Nuove pensioni in anticipo: cosa sono e come funzionano

L’APE (acronimo di anticipo pensionistico) è un provvedimento che permette di accedere alla pensione prima di quanto stabilito, grazie ad un sistema di prestiti da rimborsare in 20 anni.

Prevista dall’Art.1 Comma 166 della Legge 232/2016, la disposizione si rivolge ai lavoratori dipendenti (anche nel settore pubblico), iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata di cui all’art. 2 c, 26 della legge n. 335/1995.

Sono stati istituiti due tipi di anticipo pensionistico:

  • APE sociale: l’anticipo si rivolge ai soggetti che si trovano in una condizione di disoccupazione per licenziamento e che hanno finito di percepire da almeno 3 mesi la prestazione per disoccupazione, oppure da coloro che al momento della richiesta offrono assistenza al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap grave, o che presentano un’invalidità pari o superiore al 74%. Inoltre la richiesta può essere effettuata anche da coloro che abbiano svolto – o che stiano svolgendo – da  almeno 6 anni una o più delle attività lavorative gravose previste dalla legge (qui l’elenco);
  • APE volontaria: è un prestito erogato da una banca in quote mensili per 12 mensilità e garantito dalla pensione di vecchiaia che consente di andare in pensione anticipata rinunciando ad una parte dell’assegno pensionistico. Il richiedente potrà accedere ad una lista di banche ed assicurazioni che aderiscono all’iniziativa una volta ottenuta la certificazione della pensione futura da parte dell’Inps.

A questi due anticipi sulle pensioni, si aggiunge l’APE aziendale, che riguarda i lavoratori le cui aziende di appartenenza sono interessate da un piano di ristrutturazione aziendale.

L’anticipo sulle pensioni è una misura sperimentale in vigore dal 1 maggio 2017 al 31 dicembre 2018. L’intento è di accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni permettendo di accedere alla pensione con 3 anni e 7 mesi di anticipo.

Per maggiori informazioni sul funzionamento e sui requisiti, potete rivolgervi alle pagine dedicate all’APE sociale e all’APE volontaria dell’Inps.

pensioniBeneficio per i lavoratori precoci

La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto il Beneficio per i lavoratori precoci, che permette di accedere alla pensione anticipata con un requisito di contributi ridotto.

Tutti i lavoratori che hanno iniziato a lavorare almeno un anno prima dei 19 anni potranno andare in pensione con almeno 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni di età. Potranno fare richiesta i lavoratori precoci disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi, invalidi con un grado di almeno 74%  o coloro che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un’attività gravosa.

Pensioni anticipate a 64 anni di età

Con la circolare n. 180 del 7 dicembre 2017 l’Inps fornisce nuovi chiarimenti sul tema delle pensioni anticipate, in riferimento all’articolo 24 comma 15 bis del D.L. 201 del 2011 convertito dalla legge n. 214 del 2011.

Secondo quanto specificato dall’Inps la norma prevede che alla pensione anticipata possano accedere i dipendenti del settore privato nati nel 1952 con un requisito minimo di 64 anni di età; per gli uomini sono richiesti anche contributi minimi di 35 anni al 31 dicembre 2012, mentre per le donne i contributi – laddove posseduti al 31 dicembre 2012 – possono essere anche di 20 anni.

Le pensioni nel 2018

Due importanti cambiamenti riguarderanno le pensioni del nuovo anno. Oltre le variazioni dei requisiti di accesso, a partire dal primo gennaio cambiano le date di accredito degli assegni, che torneranno ad essere pagati il secondo giorno bancabile di ciascun mese (o il giorno successivo se si tratta di giornata festiva o non bancabile). Inoltre, per recuperare l’inflazione misurata dall’Istat, le pensioni nel 2018 aumenteranno del 1,2%.

Qui potete trovare maggiori informazioni relative al calendario dei pagamenti e al calcolo della rivalutazione delle pensioni.

La speranza di vita ritarda le pensioni

Il decreto del Ragioniere Generale dello Stato del 12 dicembre ha alzato di 5 mesi i requisiti per accedere alle pensioni nel biennio 2019-2020. Il cambiamento è dovuto all’adeguamento del requisito anagrafico alla speranza di vita rilevata dall’Istat.

Già per il 2018 è prevista l’unificazione del dato anagrafico, secondo la quale tutti i lavoratori e le lavoratrici possono accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età. Dal 2019 il requisito viene alzato a 67 anni di età.

L’adeguamento alla speranza di vita ha effetto anche sulle altre tipologie di pensioni, come quella anticipata, l’anticipo pensionistico (APE) e gli assegni sociali.

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